Vocazione: non solo accoglierla, ma anche mantenerla. Il catechista.

Come “nutrire” la propria vocazione giorno per giorno, dopo aver detto il “sì” iniziale? Abbiamo affrontato il tema da quattro prospettive: la vocazione matrimoniale (Paolo e Laura), ad essere catechisti (Paolo e Paola), ad essere cristiani nel mondo del lavoro in ambito educativo (Valerio) e a prepararsi alla vita consacrata da sacerdote diocesano (Alex). Quattro storie accomunate da un solo denominatore: la vocazione, una volta accolta, va comunque mantenuta viva, con modalità che lo Spirito di volta in volta suggerisce.

Nei successivi post, apparsi anche nell’inserto del mese di gennaio del “Mosaico”, affronteremo uno alla volta questi aspetti.

Don Davide

Nutrire la vocazione del catechista

Quello di accompagnare i genitori dei bambini di iniziazione cristiana è un servizio che non abbiamo chiesto di svolgere, ma che è maturato in noi soprattutto dopo alcune esperienze di pastorale familiare.      E’ un’esperienza che ci mette alla prova tutti i giorni, come uomini, cristiani e sposi, che ci invita continuamente ad esplicitare ciò in cui crediamo, a vivere in prima persona ciò che proponiamo, ad essere testimoni credibili. Collezioniamo sconfitte e insuccessi. Il pensiero di giudicare il mondo indifferente, che vuole fare a meno di Dio, ci coinvolge a tal punto da annebbiarci la vista, da immergerci nello sconforto e nella delusione, come i due disorientati discepoli di Emmaus che lasciano alle spalle Gerusalemme.       Ma crediamo che sia la Chiamata che ci è venuta a cercare, poco per volta, attraverso l’incontro con alcune persone e in diverse situazioni. Che dietro questa ennesima Chiamata ci sia il Signore. Mentre parliamo di Dio, è Dio che parla a noi. Con pazienza è sempre alla nostra porta, ci insegna, ci fa diventare più grandi. Ciò ci riempie di gioia. E come non comunicare la gioia di una grande scoperta? La scoperta che dà un senso alla nostra vita, del dono di sentirci voluti e amati, di esserci trovati l’una per l’altro. Dio ci ha mostrato il bene, tanto bene, e questo ci riempie di felicità, di entusiasmo e di voglia di comunicarlo agli altri.      Nello stesso tempo la grazia della Sua presenza ci rende sempre più curiosi, desiderosi di ascoltarlo, di parlargli, di conoscerlo e, quindi, di farlo conoscere. La responsabilità di accompagnare un gruppo di genitori è per noi l’opportunità di essere accompagnati, guidati e sostenuti, di sentirci parte di un disegno, è sperimentare di non trovarci soli nelle difficoltà, nelle incomprensioni, nei litigi.      Oltre la stanza del catechismo, c’è la strada degli uomini, ci sono i luoghi della vita. Le riunioni coi genitori sono l’occasione, per noi e per tutti, di intercettare l’esperienza quotidiana della vita, fatta di paure e speranze, alla luce del Vangelo e delle Sacre scritture. Sono momenti in cui lo sguardo di noi adulti può incrociare il volto del Cristo, in cui la discussione e il confronto possono far emergere domande profonde e suscitare la ricerca di verità ritenute irraggiungibili. Sono incontri in cui la condivisione di pensieri, riflessioni ed esperienze può illuminare la nostra incredulità, intenerire il nostro cuore e farlo ardere di gioia, rendendoci strumenti del Suo annuncio di salvezza.

Paolo e Paola

 

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