Campi estivi, un’occasione vocazionale

Le esperienze oratoriane dei campi estivi sono un’occasione preziosa, data la presenza dei ragazzi in un contesto particolarmente favorevole, per trattare temi vocazionali. Ecco, ad esempio, il testo del sussidio dell’oratorio della Beata Vergine a Cremona, utilizzato durante il soggiorno a San Martino di Castrozza dal 23 al 29 luglio. Il CDV, compatibilmente con le forze in campo, è disponibile a tenere riflessioni vocazionali nei campi estivi (o invernali) di qualunque oratorio ne faccia richiesta.

Oratorio “Beata Vergine” – Campo estivo a San Martino di Castrozza.

Salita e “vocazione”.

Ne vale la pena.

 

Salire la montagna: non è obbligatorio.

Si può restare in pianura.

Ma, salendo, la qualità della vita aumenta.

Così è la vocazione. Si può rimanere al livello base.

Ma, dicendo qualche “sì”, la vita migliora.

Vogliamo provare?

Primo spunto. LA METAFORA

La vita, intesa come un cammino nella fede, da percorrere in questo mondo per arrivare infine a Dio, è paragonata ad un’escursione fatta in montagna: un’escursione che

  1. è faticosa (come può esserlo la vita);
  2. si snoda tra le rocce e le asperità del terreno (le sfide e le difficoltà della vita di tutti i giorni);
  3. è punteggiata, qua e là, anche da sorgenti e oasi dove trovare ristoro (il Signore che sempre ci accompagna e che sempre possiamo incontrare nella quotidianità);
  4. necessita di strumenti appositi come scarponi, zaino, bastone, corda, torcia, bussola, ecc. (per la vita si tratta della fede, a sua volta generata dall’azione dello Spirito);
  5. porta verso una mèta precisa, in grado di ripagarci della fatica sopportata nel corso del cammino (per il cristiano si tratta di Dio).

Secondo spunto: mettersi in cammino

Iniziare un cammino può essere faticoso, può indurre a chiedersi “ma chi o cosa me lo fa fare?”, soprattutto se, all’inizio, non sono chiari né la mèta né le difficoltà che incontreremo. Per questo la decisione di cominciare un cammino comporta coraggio e fiducia nell’obiettivo perseguito.

LETTURA BIBLICA: La chiamata di Abramo (Gn 12,1-9).

1 Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre,
verso il paese che io ti indicherò. 2 Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». 4 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. 5 Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan 6 e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei. 7 Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Alla tua discendenza io darò questo paese». Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso. 8 Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. 9 Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb.

ATTIVITA’: Dopo aver introdotto Abramo e sottolineato il coraggio che dovette avere per iniziare un cammino dalle prospettive ignote, diamo ad ogni squadra un’immagine e 8 didascalie (è infatti fondamentale dividere i ragazzi in squadre, così da ”frammentare” il disordine; si potrebbero dividere i ragazzi in 4 squadre). L’immagine raffigura un personaggio conosciuto (può trattarsi di un santo ma non necessariamente) perché nella sua vita ha saputo iniziare, come Abramo, un cammino dapprincipio nebuloso ma che poi si è rivelato giusto e concludente. I personaggi potrebbero essere i seguenti:

  • Don Pino Puglisi;
  • Alcide De Gasperi;
  • Nelson Mandela;
  • Santa Madre Teresa di Calcutta (o anche Rosa Parks).

Per ricostruire la storia del personaggio, ogni squadra avrà bisogno di 8 didascalie (dove si trovano le informazioni biografiche), che però saranno sparpagliate e divise tra le altre squadre. Ergo, le squadre dovranno confrontarsi le une con le altre per trovare i ”pezzi mancanti”, scambiarli e ricostruire così la storia del loro rispettivo personaggio.

Valore aggiunto dell’attività:

  • operativo: i ragazzi hanno la possibilità di approfondire il discorso sul cammino, precedentemente fatto, mediante la conoscenza di alcuni personaggi ”concreti”: la possibilità di scoprire che il cammino di vita è qualcosa di molto vicino ad ognuno di noi (quello che poi è il senso ”moderno” di santità)
  • ludico: l’attività aiuta a rendere la catechesi meno noiosa e più interattiva
  • di socializzazione: le squadre interagiscono tra di loro e cooperano per potersi scambiare le didascalie
  • PREGHIERA: Per fare strada

Arriva un giorno in cui bisogna lasciare tutto, abbandonare tutto: mettersi in cammino, anche se è faticoso. È la dinamica stessa dell’esistenza che chiama ad uscire da sé, dalle proprie abitudini, dalle proprie sicurezze e a mettersi in ricerca.

Può essere un Sogno, una Voce, una Persona a metterti in movimento… ciò che conta è che tu sia disposto a partire, che tu sia disposto a rischiare, nonostante le paure, le incertezze, le incognite che avvolgono il futuro.

Terzo spunto: un cammino pieno di difficoltà e ostacoli

Il cammino può essere disseminato di difficoltà, prove e minacce: bisogna esserne consapevoli, in quanto cristiani, e pronti ad affrontarle con la giusta tempra e con l’aiuto del Signore.

LETTURA BIBLICA: Vi mando come pecore in mezzo ai lupi (Mt 10,16-25)

16 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19 E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 20 non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 21 Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. 23 Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo. 24 Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; 25 è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari!

ATTIVITA’: Dopo aver letto il passo di Matteo, ci si può ricollegare ai personaggi forti (De Gasperi, Mandela, ecc) del giorno precedente e alle difficoltà, ostacoli e prove che, nel loro cammino e nelle loro imprese, essi incontrarono e dovettero affrontare.

Se in giornata è prevista un’escursione veramente lunga e faticosa, potrebbe usata come metafora, nel corso della giornata, per tornare sull’argomento principale, ossia le difficoltà del cammino di vita, e così ricollegarci al brano di Matteo.

Infine, prima di iniziare il viaggio di ritorno verso casa, il discorso fatto potrebbe essere concluso con un’attività simbolica: invitare i ragazzi a scegliere i compagno/a con cui scambiare il proprio zaino, così che uno porti su di sé lo zaino dell’altro e viceversa. Tutto questo con un senso preciso:

  • se la vita può esser disseminata di prove e avversari pronti a mettere i bastoni tra le ruote, allora bisogna esser capaci di aiutarsi, come cristiani e tra cristiani;
  • scambiarsi lo zaino è anche un atto di fiducia: ti affido le cose che mi sono più utili per affrontare il cammino; quindi, ripongo in te la mia massima fiducia;
  • infine, si tratta di uno stratagemma per fare ulteriormente interagire i ragazzi, con le prevedibili proteste che molti (soprattutto le ragazze) solleveranno, senza però stemperare il lato divertente dell’attività.

PREGHIERA: Signore, io vorrei essere tra quelli che sanno partire e rischiano la vita…

Signore, io vorrei essere tra quelli che sanno partire e rischiano la vita.

Signore, tu sei nato durante un viaggio e sei morto come un malfattore, dopo aver percorso, senza soldi tutte le strade: quelle dell’esilio, dei pellegrinaggi, e delle predicazioni itineranti.

Fammi uscire dal mio egoismo e dalla mia comodità, perché segnato dalla croce, io non tema la vita difficile e i momenti in cui si rischia la propria vita. I momenti in cui si è impegnati con la propria responsabilità.

Ma Signore, al di là di tutte le avventure più o meno sportive, al di là di tutti i rischi di una vita più o meno segnata nell’azione, rendimi disponibile alla bella avventura a cui tu mi chiami.

Ho impegnato la mia vita, o Signore, sulla tua parola. Ho giocato la mia vita, o Signore, sul tuo Amore.

Quarto spunto TEMA: Incontrare Dio per la strada  

Nel cammino, nonostante le difficoltà, non siamo mai abbandonati da Dio, che anzi possiamo incontrare se ci mettiamo nella giusta disposizione: vigili, umili eD aperti.

LETTURA BIBLICA: Dio appare ad Elia (1Re 19,9-13) e L’apparizione di Gesù ai discepoli sulla strada per Emmaus (Lc 24,13-35)

13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23 e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32 Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33 E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

ATTIVITA’: Riprendendo l’immagine del cammino, quando facciamo un’escursione faticosa e difficoltosa può capitare di trovare una sorgente d’acqua, alla quale dissetarsi così da rinfrescarsi; o un’oasi fresca e ombrosa, dove riposarsi e riprendere le forze per meglio affrontare il cammino.

Allo stesso modo, nel cammino della vita incontriamo Dio, che è nostra acqua e nostra oasi, disposto ad offrirci riparo e sostentamento per ricostituire le nostre forze. Ma il punto è: come e dove troviamo Dio?

  • nella Parola
  • nell’Eucarestia, cioè la Messa
  • nel prossimo
  • nella storia, cioè nella vita di tutti i giorni, dove però la sua presenza risulta essere meno visibile all’occhio umano.

Per far capire ai ragazzi questi quattro punti, può essere svolta un’attività in due parti, ognuna accompagnata da un preciso brano della Bibbia:

  • Costruire una portantina, una specie di barella, segno del riposo e del ristoro per chi non è in grado, temporaneamente, di provvedere a se stesso. Può essere realizzata con spago portato da casa e legno e materiali di fortuna trovati in montagna. La costruzione di questa portantina simboleggia i Sacramenti dell’Eucarestia e della Penitenza.
  • lettura di 1Re 19,9-13 (Elia incontra il Signore sul monte), per far capire ai ragazzi che l’azione di Dio nella storia non è appariscente e megalomane ma discreta e silenziosa, ragion per cui occorre essere vigili, attenti, + brainstorming in cui ai ragazzi viene chiesto di scrivere in quali eventi della storia e/o della vita sono riusciti a riconoscere l’azione di Dio.

Queste due attività focalizzano solamente sull’Eucarestia – Penitenza e sull’azione di Dio nella storia; ma, al termine, sarà facile far capire ai ragazzi che sono stati toccati anche gli altri due punti, ossia

  • la Parola (perché, per svolgere le due attività, saranno stati appositamente letti due brani della Bibbia, principale guida e punto di riferimento di ogni cristiano)
  • e il prossimo (perché, anche in questa occasione, i ragazzi hanno lavorato insieme, confrontandosi e aiutandosi in uno spirito di amicizia).

Le squadre dovrebbero svolgere tutte e due le attività, ma non allo stesso tempo (per evitare confusione), bensì due a due: due squadre fanno il pane mentre altre due il brainstorming, per poi invertirsi.

Il pane impastato dai ragazzi, una volta cotto in forno, deve ovviamente essere mangiato, ma in uno spirito di condivisione: ciò significa che, talvolta, le varie pagnotte fatte dai ragazzi dovrebbero essere da loro e tra loro divise. Questo atto di condivisione del pane potrebbe tanto più ricordare l’Eucarestia se (nel caso in cui sia presente un sacerdote) le pagnotte venissero benedette prima d’iniziare il pranzo.

PREGHIERA: Mostrami il tuo volto

Cerco il tuo volto, Signore, non nascondermelo. Insegnami, nel profondo del cuore, dove e come cercarti,

dove e come trovarti. Ovunque presente, perché non ti vedo? Abiti, lo so, una luce inaccessibile. Ma ove risplende questa luce e come giungere ad essa? Chi mi guiderà, chi mi introdurrà, perché ti possa vedere?

Riguardami, Signore, ed esaudiscimi. Dammi la luce e mostrati. Abbi pietà del mio volerti trovare, che nulla posso senza te. Mi inviti a guardarti: aiutami, insegnami a cercarti! Non posso farlo se tu non me lo insegni.             (Sant’Anselmo d’Aosta)

Quinto spunto: in cammino (missione) con i mezzi adatti – Per fare un buon cammino servono strumenti adeguati

LETTURA BIBLICA: Non prendete né oro né argento (Lc 9,1-6)

1 Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie. 2 E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 3 Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. 4 In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. 5 Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi». 6 Allora essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.

ATTIVITA’: Ci concentriamo sulla necessità di non farsi distrarre dai beni terreni, sapendo rinunciare a ciò che è superfluo così da non essere appesantiti nel corso del nostro cammino.

Per far capire questo, vengono presentati alle 4 squadre degli ”strumenti da escursione” (zaino, bussola, vestiti di ricambio, borraccia, panino, carte da gioco, pallone, cellulare, i-pod, ombrello, k-way, occhiali da sole, crema abbronzante, ecc.): esse dovranno, a turno, prendere uno alla volta, finché tutti gli oggetti non saranno stati presi o finché le squadre non avranno dichiarato di non volere nient’altro.

Alle squadre sarà spiegato che dovranno dotarsi solo degli strumenti che ritengono VERAMENTE NECESSARI per fare una breve e semplice escursione di 1 km. Se riterranno di non avere l’occorrente, potranno rivolgersi alle altre squadre e chiedere loro di cedere un oggetto oppure di barattare un oggetto con un altro. Alla fine, quando tutte le squadre avranno dichiarato di avere tutto l’occorrente, gli animatori passeremo a giudicarle per stabilire quale, fra di loro, si sia attrezzata meglio per l’escursione. Se nessuna squadra sarà risultata vincente in base ai criteri di giudizio, verrà concesso loro un secondo ed ultimo turno per ottenere e scambiare gli strumenti necessari.

Vince la squadra che rinuncia a TUTTI gli oggetti, capendo che, per fare una camminata di un solo kilometro, non c’è bisogno di nessuno strumento da trekking, ma solo di gambe per muoversi e voglia di camminare. Il messaggio da capire è quindi sottile, e non è detto che qualche squadra ci arrivi: in questo caso starà agli animatori, dopo il secondo turno, interrompere il gioco e spiegare alle squadre qual era il modo per vincere ed il significato del gioco: per svolgere un buon cammino, è necessario liberarsi della zavorra, delle cose che appesantiscono e rallentano. Così anche per il cammino di vita, in cui, forti dell’unico strumento valido che è la fede, siamo chiamati a liberarci dalla schiavitù dei beni terreni per guardare ai beni del cielo.

PREGHIERA: Signore Gesù Cristo, custodisci questi giovani nel tuo amore …

Signore Gesù Cristo, custodisci questi giovani nel tuo amore, Fa’ che odano la tua voce e credano a ciò che tu dici, poiché tu solo hai parole di vita eterna. Insegna loro come professare la propria fede, come donare il proprio amore, come comunicare la propria speranza agli altri. Rendili testimoni convincenti del tuo Vangelo,

in un mondo che ha tanto bisogno della tua grazia che salva. Fa’ di loro il nuovo popolo delle Beatitudini,

perché siano sale della terra e luce del mondo all’inizio del terzo millennio cristiano. Maria, Madre della Chiesa, proteggi e guida questi giovani uomini e giovani donne del ventunesimo secolo.

Tienili tutti stretti al tuo materno cuore. Amen.       (Giovanni Paolo II)

Sesto spunto: TEMA: Arrivo a destinazione – La gratificazione che si sperimenta quando infine si raggiunge la mèta fissata.

LETTURA BIBLICA: La ricompensa a chi rinuncia (Lc 18,28-30)

28 Pietro disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato le nostre cose e ti abbiamo seguito». 29 Ed egli disse loro: «Vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figli per amor del regno di Dio, 30 il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nell’età futura la vita eterna».

ATTIVITA’: Per far sperimentare ai ragazzi la bellezza di un traguardo raggiunto, di un tesoro trovato, di un obiettivo centrato, può essere organizzato il gioco della “caccia all’animatore”.

PREGHIERA: L’ateo e la rupe

Un ateo precipitò da una rupe.  Mentre rotolava giù, riuscì ad afferrare il ramo di un alberello, e rimase sospeso fra il cielo e le rocce trecento metri più sotto, consapevole di non poter resistere a lungo.  Allora ebbe un’idea.  “Dio!”, gridò con quanto fiato aveva in gola.  Silenzio! Nessuna risposta.  “Dio!”, gridò di nuovo.

“Se esisti, salvami e io ti prometto che crederò in te e insegnerò agli altri a credere”.  Ancora silenzio! Subito dopo fu lì lì per mollare la presa dallo spavento, nell’udire una voce possente che rimbombava nel burrone.

“Dicono tutti così quando sono nei pasticci”.  “No, Dio, no!” egli urlò, rincuorato.  “Io non sono come gli altri. Non vedi che ho già cominciato a credere, poiché sono riuscito a sentire la tua voce? Ora non devi far altro che salvarmi e io proclamerò il tuo nome fino ai confini della terra”.  “Va bene”, disse la voce. “Ti salverò. Staccati dal ramo”.  “Staccarmi dal ramo?”, strillò l’uomo sconvolto.  “Non sono mica matto!”.

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